Vacanze senza glutine: consigli pratici per celiaci in viaggio

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Il momento di andare in vacanza è arrivato anche per noi celiaci. Ma se gli altri umani tirano un sospiro di sollievo, per molti di noi cominciano le ansie o, peggio ancora, continuano.
Il dramma di organizzare un viaggio per celiaci infatti, può logorarvi al punto da rovinare il momento più atteso dell’anno: le ferie. I dubbi su dove mangiare, cosa portare e come comunicare la vostra celiachia diventano quesiti insopportabili. Soprattutto se avete deciso per un viaggio all’estero.
Come fare quindi? Possiamo metterci l’animo in pace e vivere il nostro viaggio senza glutine con serenità, per quello che siamo. L’importante è sfoderare le armi del bòn ton e pianificare, pianificare, e ancora:  pianificare. D’altronde come dice un antico detto latino “Se vuoi la pace, preparati alla guerra”. Read more

Ci vado o non ci vado al ristorante indiano?

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Essere celiaca convinta, escludere ogni possibile forma di contaminazione e quindi: NO agli affettati delle panetterie (affettatrice, piano di lavoro e sacchetti potrebbero essere infarinati), NO ai dolci senza farina messi in mezzo a frollini e cantuccini, NO anche alla cucina etnica e nemmeno a quella indiana. Tanto per restare in ambito rinunce anche un piatto di riso alla cantonese può contenere una bella dose di glutine, proprio così, perché la salsa di soya contiene frumento.
Oppure fregarsene ogni tanto, giocare un po’ alla roulette russa e andare a questa tanto desiderata cena indiana con il resto degli amici? Che devo fare? Aiutatemi…

Le alternative sono:

A)Andare e giocare alla roulette russa dopo aver tentato di informare il personale
B)Andare e portarmi dietro un panino (qualcuno me l’ha proposto, ma è di una tristezza immensa mangiare un panino senza glutine mentre sfila ogni ben di dio sul tavolo)
C)No andare, stare a casa e farmi una bella cenetta. Lasagnette al pesto, pesce al forno, dolce…

Si accettano altri consigli!

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Metti una celiaca a tavola: La Griglia di Varrone

Dunque dunque. Tornata a scrivere, perché diciamo la verità, mi impegno molto per vivere meglio con questa sphiga innata: la celiachia. Niente cena in casa per il compleanno del mio ragazzo, la sfida è mangiare fuori casa. Anche perché lui è spesso sacrificato nella scelta del locale per via del mio problema. Così inzia la caccia al ristorante e dopo un consiglio di un collega finisco per prenotare una cena a La Griglia di Varrone, famoso ristorante vicinissimo all’uscita dell’autostrada a Lucca.
Ci accoglie una cameriera molto gentile. Il posto è carino e l’arredamento curato. I prodotti sono di qualità e la maggior parte del menù è costituita da piatti di carne. Perfetto! Avevo già fatto presente durante la prenotazione della celiachia, ma durante la scelta dei piatti l’ho ricordato e la cameriera mi ha aiutato a scegliere un paio di pietanze naturalmente senza glutine. L’antipasto scelto è stato un piatto di crudo Patanegra (Joselito), veramente molto buono. Ho mangiato senza pane, vabeh, tanto ormai ci sono abituata. Tra un bicchiere di vino e due chiacchere arriva il secondo: Picanha con patate, peperoni e zucchine saltate. Ottima davvero. Tra l’altro parlando con la ragazza che ci ha servito ho capito che il piatto prevedeva la farina di manitoba, ma per paura di contaminazione ho preferito ordinare solo la carne (con le verdure a sorpresa!). Ananas fresca per finire e dolce (lui), purtroppo non c’erano dolci per me… Insomma, fortuna o intuito nella scelta del ristorante la serata è comunque andata molto bene. Siamo rimasti entrambi soddisfatti e penso che torneremo per provare qualche altro piatto. Magari riesco a informarmi sugli altri salumi Joselito, contengono o no glutine?