La Sphiga va in vacanza, letteralmente

Questo è il mio ultimo post di giugno. Finalmente La Sphiga va in vacanza in una bellissima isola greca cui un poeta dedicò una triste poesia. Ma mettiamo da parte “A Zacinto” e Ugo Foscolo, che la vacanza è qualcosa di molto più allegro e spensierato!

Il tempo è volato da quando ho aperto questo piccolo blog e ho scritto il primo post, tanto che è passato il “Bloggeanno” senza nemmeno dedicargli un post.  Come sempre, da un po’ di tempo a questa parte, mi tocca infilare mille pensieri in un articolo, per risparmiare tempo e per non perdere il filo degli eventi.
Quindi colgo l’occasione per chi fino a oggi mi a seguito, ha commentato e ha condiviso i miei post ^_^ ringrazio anche la mia piccola comunità di followers sporadici e di visitatori occasionali che sono giunti qui dopo aver cercato su google notizie e consigli sulla celiachia, sulle ricette senza glutine e su come affrontare questa condizione (di vita).

Ci sentiremo presto con un bellissimo post sulla mia vacanza senza glutine in Grecia e tante fantastiche notizie sull‘isola di Zante.
E prometto che prima dell’autunno vi racconterò davvero come tutto è iniziato.
Un grosso abbraccio a tutt* voi. Vi auguro un buon week end e delle buone ferie!

Una serata da Eataly a Firenze

Nell’ultimo post vi avevo chiesto consigli per risolvere tutti i miei dubbi celiaci su una eventuale cena in un ristorante indiano di Pisa. Ebbene, avevo quasi optato per il ristorante etnico ma, trovandomi già a Firenze dal pomeriggio ho deciso di restare lì e godermi il centro storico fiorentino. E quindi giratina in Santo Spirito con tè delle cinque al cafè libreria La Citè e poi direzione via Martelli per conoscere il nuovo e straparlato Eataly di Firenze, aperto nei locali della storica libreria Martelli, a due passi dal Battistero.
Ho vissuto a Firenze quasi due anni nel periodo universitario e uno dei ricordi più vivi che ho in mente è legato proprio alla libreria Martelli: accogliente rifugio in giornate fredde e grigie, intimo luogo di incontro con coinquiline e compagni di università. Ho sempre amato quel terrazzo interno al primo piano che ti faceva sentire a casa e il reparto fotografia, uno dei più forniti.

Oggi non è più lo stesso luogo e gli spazi un tempo colmi di libri ora sono occupati da scaffali ricchi di prelibatezze tutte italiane con un nome e un cognome: la cioccolata di Slitti, i salumi di Savigni, la Pasta del Pastaio di Gragnano, il riso Gli Aironi e moltissimi altri cibi italiani prestigiosi.
Il mio fidanzato e io colti dalla curiosità abbiamo deciso di trattenerci per cena in uno dei ristorantini Eataly. L’interno del locale infatti comprende diversi ristorantini divisi per pietanze: zuppe e verdure, salumi affettati e formaggi, carne e pesce, pasta e pizza, dolci e dessert. Esiste anche un angolo dedicato al fiorentinissimo lampredotto di Luca Cai che purtroppo non ho potuto assaggiare, ma ho provveduto a fotografare 😉

Al piano superiore “vino libero” da robacce chimiche (ricordando il logo di wifi free) e birra. Tra un piano e l’altro alcuni pannelli sul rinascimento italiano che circondano la zona della terrazza all’aperto.
A questo punto, io, che cosa potevo mangiare? No affettati perché a rischio contaminazione causa vicinanza piadine e schiacciate, niente pizza e pasta, no a ribollite e zuppe contadine. Alla fine siamo finiti nel settore carne e pesce e qui ho trovato un cuoco gentilissimo. Tranquillizzata con un “puoi mangiare qualsiasi cosa” ho finalmente scelto uno dei miei piatti preferiti: insalatina di polpo, patate e pomodorini.


Tempo di attesa brevissimo, meno di 10 minuti. Abbiamo mangiato direttamente sul banco di marmo di fronte ai cuochi con tovagliette di carta gialla e bicchieri biodegradabili. Il piatto era buono ma non eccezionale, l’ho trovato un po’ troppo freddo (mi riferisco alla temperatura del pesce) di come me lo sarei aspettato.

Visto che sono una patita della cioccolata ho portato a casa due specialità firmate Pastiglie Leone, entrambe gluten free. Si tratta del cioccolato al latte fresco con pistacchi siciliani interi e del cioccolato fondente 64% con cristalli di zucchero alla viola. Quest’ultimo mi sorpreso particolarmente, per il sapore aromatico e floreale che sprigiona quando si scioglie in bocca (il mio fratello vi direbbe che sa di saponetta, ma a me è piaciuto).

Insomma in fin dei conti ho risolto il mio dubbio amletico non andando alla cena indiana, se ci ho guadagnato non lo so, io mi sono comunque divertita 🙂

Ci vado o non ci vado al ristorante indiano?

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Essere celiaca convinta, escludere ogni possibile forma di contaminazione e quindi: NO agli affettati delle panetterie (affettatrice, piano di lavoro e sacchetti potrebbero essere infarinati), NO ai dolci senza farina messi in mezzo a frollini e cantuccini, NO anche alla cucina etnica e nemmeno a quella indiana. Tanto per restare in ambito rinunce anche un piatto di riso alla cantonese può contenere una bella dose di glutine, proprio così, perché la salsa di soya contiene frumento.
Oppure fregarsene ogni tanto, giocare un po’ alla roulette russa e andare a questa tanto desiderata cena indiana con il resto degli amici? Che devo fare? Aiutatemi…

Le alternative sono:

A)Andare e giocare alla roulette russa dopo aver tentato di informare il personale
B)Andare e portarmi dietro un panino (qualcuno me l’ha proposto, ma è di una tristezza immensa mangiare un panino senza glutine mentre sfila ogni ben di dio sul tavolo)
C)No andare, stare a casa e farmi una bella cenetta. Lasagnette al pesto, pesce al forno, dolce…

Si accettano altri consigli!

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Pizzeria Felice a Lucca: molto felice di averla provata

Questo è il primo post dell’anno nuovo e quindi lo scrivo con un certo entusiasmo 🙂 anche e soprattutto perché, nonostante la data sfortunata (venerdì 17), ho trascorso una piacevolissima serata in un ristorante pizzeria fuori dalle mura di Lucca, in zona S. Anna.

Il locale è molto carino. Si tratta di un vecchio edificio ristrutturato con un stile moderno ma chic: soffitto a travi, carta da parati a fiori rossa, mensole rosse e arredamento nero, bianco e grigio. Al muro sopra la cassa e nel locale sono appese foto d’epoca di Lucca. All’interno una saletta sulla destra vicino all’ingresso e una sala più grande in fondo al locale. La cucina è in vista, come piace a me.

Scegliere è stata dura perché offrono davvero tantissimi tipi di pizza e poi sapere che mi trovavo in un ristorante dove potevo sentirmi libera sulla questione glutine, mi ha mandato un attimo in tilt! Non sapevo più cosa ordinare, volevo tutto! Alla fine mi sono promessa che sarei ritornata e mi sono detta, “vada per la pizza”. Infatti ho scelto una parmigiana ovviamente senza glutine, con melanzane, formaggio e basilico.


Il servizio è stato veloce e curato e quando è arrivata la mia pizza ho provato una grande commozione 🙂

Penso sia la migliore che ho assaggiato fino a oggi. E’ vero che a parte quelle surgelate non è che ne abbia assaggiate moltissime.
L’impasto della pizzeria Felice è molto leggero ma non sottile, la pizza risulta croccante con un bordo mediamente alto ed è davvero digeribile. Venendo ai condimenti (qui c’è stata la sorpresa) il sapore inconfondibile della parmigiana di melanzane, con un fondo croccante e per finire l’aroma di un basilico molto aromatico.

Il ristorante offre anche tanti antipasti, primi piatti, secondi, fast food, dolci e diverse birre senza glutine. Non vedo l’ora di tornare per assaggiare i dolci, i tortelli lucchesi e magari un’altra pizza accompagnata da una birra. Non necessariamente tutto la stessa sera…;)

Metti una celiaca a tavola: La Griglia di Varrone

Dunque dunque. Tornata a scrivere, perché diciamo la verità, mi impegno molto per vivere meglio con questa sphiga innata: la celiachia. Niente cena in casa per il compleanno del mio ragazzo, la sfida è mangiare fuori casa. Anche perché lui è spesso sacrificato nella scelta del locale per via del mio problema. Così inzia la caccia al ristorante e dopo un consiglio di un collega finisco per prenotare una cena a La Griglia di Varrone, famoso ristorante vicinissimo all’uscita dell’autostrada a Lucca.
Ci accoglie una cameriera molto gentile. Il posto è carino e l’arredamento curato. I prodotti sono di qualità e la maggior parte del menù è costituita da piatti di carne. Perfetto! Avevo già fatto presente durante la prenotazione della celiachia, ma durante la scelta dei piatti l’ho ricordato e la cameriera mi ha aiutato a scegliere un paio di pietanze naturalmente senza glutine. L’antipasto scelto è stato un piatto di crudo Patanegra (Joselito), veramente molto buono. Ho mangiato senza pane, vabeh, tanto ormai ci sono abituata. Tra un bicchiere di vino e due chiacchere arriva il secondo: Picanha con patate, peperoni e zucchine saltate. Ottima davvero. Tra l’altro parlando con la ragazza che ci ha servito ho capito che il piatto prevedeva la farina di manitoba, ma per paura di contaminazione ho preferito ordinare solo la carne (con le verdure a sorpresa!). Ananas fresca per finire e dolce (lui), purtroppo non c’erano dolci per me… Insomma, fortuna o intuito nella scelta del ristorante la serata è comunque andata molto bene. Siamo rimasti entrambi soddisfatti e penso che torneremo per provare qualche altro piatto. Magari riesco a informarmi sugli altri salumi Joselito, contengono o no glutine?