Salsa Verde, ricetta senza glutine

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Ho assaggiato la Salsa Verde una volta nella mia vita pre-celiaca. E non di fronte a uno dei tanti Lampredottai di Firenze, addentando un panino imbottito di lampredotto e della magica salsa (purtroppo non avrò mai il piacere di assaggiarlo).  Ma a cena a casa di amici, 5-6 anni fa…durante un banchetto stranamente pomposo e formale. Mi accingevo ad assaggiare la salsa verde su un pezzo di manzo lessato e la trovavo straordinaria.

Ho sempre mangiato il lesso (in altre parti d’Italia “bollito”) in famiglia di tanto in tanto, ma mai accompagnato alla suddetta salsa. Forse ero troppo giovane e frivola per scoprire queste particolarità della cucina italiana…
Nel titolo leggete, non a caso, “senza glutine” perché un ingrediente chiave della ricetta tradizionale contiene glutine, capirete da soli qual è leggendo la ricetta.

Insomma questo piccolo preambolo per dire che il lesso, ma soprattutto la Salsa Verde è una cosa seria. Anzi serissima!
Prepararla è stato un piacere, assaggiarla una grandissima soddisfazione.
Ecco quindi che annuncio con rullo di tamburi la ricetta della mia prima salsa verde versione senza glutine 🙂

Ingredienti Salsa Verde

100 g di prezzemolo fresco
1 uovo sodo (tuorlo)
1 cucchiaio di capperi sotto sale
1 spicchio d’aglio
3 cucchiai di olio
1 cucchiaio scarso di pasta d’acciughe
1 mini baguettina senza glutine o pane senza glutine (solo la mollica)
2 cucchiai aceto bianco

Procedimento

Per prima cosa si cuoce un uovo in un pentolino con guscio e tutto fino a farlo diventare sodo. Si lava bene il prezzemolo e si dispone in un tagliere per tritarlo finemente con la mezzaluna (potete usare anche il mixer). Fatto il trito si mette da parte.
Si sbuccia un bello spicchio d’aglio, si sciacquano bene i capperi sotto l’acqua corrente e si trita tutto insieme aggiungendo anche la pasta d’acciughe.
A questo prendete la mini baguette o un panino senza glutine, estraete la mollica (ne serve una piccola quantità, circa 15-20 g circa), tagliatela in piccole parti e mettetela  a bagno nei 2 cucchiai di aceto.
L’uovo a questo punto dovrebbe essere pronto, mettetelo in acqua fredda e aspettate qualche minuto prima di sbucciarlo ed estrarre il tuorlo.
Prendete il pane, strizzatelo e iniziate a schiacciarlo bene con una forchetto o un cucchiaio, finché non diventa un impasto liscio. Aggiungete il composto di l’aglio, i capperi e la pasta d’acciughe e continuate a mescolare bene, poi aggiungete anche il prezzemolo sempre mescolando molto bene. Non preoccupatevi se la salsa ottenuta vi pare troppo densa e poco verde, tra poco si trasformerà aggiungendo l’ultimo ingrediente. La salsa è quasi finita, occorre solo aggiungere una abbondante quantità di olio extravergine d’oliva, mescolare, lasciare riposare qualche minuto e servire a piacere sul bollito di carne. E’ ottima anche sulle verdure.

 

In cucina con i germogli. Esperimento n. 1

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Nell’ultimo post vi ho accennato la mia esperienza con i germogli e qui vi racconto com’è andata. Finora non avevo mai prodotto germogli in casa per utilizzarli in tavola, ma dopo aver scoperto che sono ricchi di proteine, vitamine e tante altre sostanze benefiche per l’organismo ho deciso di tentare. Per cui prendete con le pinze tutto ciò che leggete perché si tratta di un vero e proprio e s p e r i m e n t o.

Ho comprato i semi in busta in un negozio che vende alimenti biologici, vegani e a km zero. La marca è Bavicchi, che commercia semi biologici di diverse piante (trifoglio, erba medica, girasole, fagiolo mungo, soia, fieno greco etc…).
Come riportato sulla confezione ho tenuto a bagno i semi per una notte, dopo di che li ho risciacquati, scolati bene e messi in un contenitore di vetro (tipo quelli da conserva) tappato con una garza fermata da uno spago.
C’è chi usa anche gli appositi germogliatori, molto meno economici ma probabilmente più semplici da utilizzare.

Ogni giorno ho provveduto a sciacquare e sgocciolare ogni barattolo per due volte, mattina e sera. Tutto il procedimento è durato 5 giorni. Sembra la storia della Creazione…Il sesto giorno avevo i miei germogli pronti da utilizzare in cucina, il settimo giorno mi sono riposata 🙂

Ecco alcuni errori da me compiuti che possono aiutarvi nella produzione di germogli home made:

1. errore: non ho sgocciolato con cura il contenitore e in un barattolo, favorendo la crescita di una leggera muffina.
2. errore: ho dimenticato di sciacquare un contenitore per una volta e questo ha favorito la comparsa della suddetta muffa quasi invisibile, scomparsa immediatamente al risciacquo successivo.
3. errore: ho utilizzato troppi semi. Per questo primo esperimento avrei potuto utilizzare metà busta, o addirittura un terzo. I germogli triplicano il loro volume, per cui mi sono trovata a dover mangiare una quantità immensa di questi cosini ( e ancora non ho finito).
4. errore: non ho capovolto il barattolo. La cosa migliore è trovare il modo di tenere il barattolo capovolto, in modo da lasciar fuoriuscire l’acqua in eccesso durante la germinazione.

I semi che avevo scelto erano erba medica, girasole e fagiolo mungo. I germogli si consumano crudi, o meglio, si possono anche cuocere, ma perdono gran parte delle loro proprietà. Per cui come consumarli?
Ho deciso di creare questo piatto leggero, semi-vegetariano e senza glutine con diversi mini assaggini low kcal e low fat utilizzando i seguenti ingredienti, purtroppo le dosi non le ho segnate 🙂

Zucchine fritte:
farina senza glutine
acqua

Polpette/Crocchette:
3 hamburger di manzo circa (facoltativo)
patate
1 uovo
prezzemolo
pan grattato + farina di ceci
1 spicchio d’aglio

Germogli di fagiolo mungo
germogli di trifoglio
scaglie di parmigiano
olive
insalata lattuga o insalata a piacere

Salsa di soia sg
olio evo, sale
olio di semi per friggere
un cucchiaino di senape dolce

Polpette. Ho lessato le patate in pentola a pressione, le ho sbucciate, schiacciate e messe da parte a freddare. Ho tritato lo spicchio d’aglio e il prezzemolo insieme e l’ho aggiunto alle patate schiacciate. Ho aggiunto la carne macinata, salato, pepato e mescolato bene con una forchetta. Ho aggiunto un uovo e ho iniziato a formare le polpette passandole prima nel pan grattato e poi nella farina di ceci.
Zucchine fritte. Lavate e tagliate, le ho divise a listarelle passate nella pastella di acqua fredda e farina senza glutine e fritte in abbondante olio caldo. Passate sulla carta assorbente e lasciate raffreddare. Poi ho fritto le polpette (queste perdono più residui per cui è meglio friggerle per ultime).

Insalata di fagiolo mungo e lattuga. Ho lavato bene l’insalata e rimosso tutta l’acqua con una bella centrifugata. Tagliata e mescolata con i germogli di fagiolo mungo e condito il tutto con un emulsione di olio di oliva e due gocce di salsa di soia senza glutine qualche oliva verde giusto per decorare.

Insalata di germogli di erba medica e parmigiano. Ho inserito in un coppapasta quadrato i germogli e li ho pressati leggermente. Conditi con un filo d’olio e decorato qualche scaglietta di parmigiano.

Vi state chiedendo che fine hanno fatto i germogli di girasole?
Metà li ho regalati a un’amica e l’altra metà li ho mangiati in insalata il giorno dopo. Sono i più saporiti e ricordano proprio i semi di girasole, gli altri due sono meno gustosi ma comunque piacevoli da mangiare. In particolare mi piacciono i germogli di erba medica perché risultano particolarmente croccanti in bocca.

 

 

Germogli fai da te

Germogli in barattolo

L’ultima volta che ho mangiato germogli è stato nel periodo precedente la diffusione del virus dell’influenza aviaria in Cina. All’epoca i ristoranti cinesi erano molto apprezzati e io ne frequentavo uno che utilizzava anche germogli di bambù e ovviamente i più conosciuti germogli di soia. Sarà stato il 2002-2003, poi è arrivata l’influenza mediatica che ha fatto allontanare molti italiani dalla cucina asiatica.  Negli anni ho visto spesso i germogli di soia negli scaffali dei supermercati, ma non ho mai sentito l’esigenza di metterli nella busta della spesa.

Poi con il tempo è arrivata la celiachia e con essa l’attenzione a una dieta molto più semplice e sana. Ho scoperto cibi come il miglio, la quinoa e l’amaranto, altri “cereali” che non avevo mai sentito nominare e questi misteriosi germogli, molto utilizzata nella cucina asiatica.

In pratica si tratta di semi di alcune piante germogliati e a quanto pare, grazie alle loro proprietà nutritive, sembrano essere preziosissimi integratori naturali per il nostro organismo. Sono ricchissimi di vitamine, enzimi e di proteine vegetali, una vera bomba di benessere.

Quelli che vedete in foto sono i primissimi esperimenti di germogli fatti in casa utilizzando tre semi differenti: fagiolo mungo (soia verde), semi di girasole e erba medica. Non sono carini? 🙂 Ancora non sono germogliati, ma lo faranno presto e tra qualche giorno potrà sperimentare qualche nuovo piatto.

Voi li avete mai provati?

Polpette riciclate

I celiaci non possono mangiare le polpette. Ebbene sì, con la farina giusta si possono realizzare ottime crocchette, polpette, polpettine, ideali per una serata tutta finger food o come in questo caso, per una cena con gli avanzi 🙂
Nell’ultimo post avevo scritto dei tortellini in brodo di carne, ecco cosa è venuto fuori dal pollo avanzato: delle fantastiche polpette! Croccanti fuori e morbide dentro, ricordatevi di farle raffreddare una volta cotte, altrimenti la lingua bruciata è assicurata!
Le dosi non me le ricordo, ho fatto un po’ a occhio…Ad ogni modo alla carne di pollo lessa, ho aggiunto patate lesse, prezzemolo e aglio tritati, sale e pepe, un uovo. Per l’impanatura ho usato un mix fatto sul momento di farina di ceci, grano saraceno e farina di riso. Un’idea carina, non certo nuova, ma utile per non buttare via niente e fare comunque bella figura. Ah, non c’è nemmeno bisogno di dirlo vero? La morte della polpetta è con l’insalata 😉

Ciao!

Pomodori verdi fritti (senza glutine)

 

L’orto di casa sta già regalando delle bellissime verdure: cetrioli, zucchine, insalata. Pomodori maturi ancora niente, ma visto che sono proprio una fan dei pomodori verdi fritti ho deciso di coglierne qualcuno per realizzare questa fantastica ricetta, un evergreen della cucina. La versione qui proposta è ovviamente senza glutine! Read more