Lo stufato di Capodanno

capodanno
Personalmente mi ritengo una celiaca fortunata. Gli amici e i miei parenti hanno compreso in fretta cosa vuol dire essere celiaci e hanno sempre fatto di tutto per evitare di farmi sentire esclusa. Menù a parte o adatto per tutti, dolci senza farina o con farina di riso, persino la scelta del ristorante quando possibile è stata fatta considerando il mio “problema”.
Quando si parla di malattie come la celiachia, si tende a non pensare agli episodi divertenti che possono nascere, oltre alle incomprensioni e le storpiature “ciliaci”, “ciriaci” sono secondo me molto divertenti.
Sono capitate nella mia vita celiaca alcune esperienze veramente divertenti, di queste vorrei raccontarvi dell’episodio che ho ribattezzato Lo stufato di Capodanno.

Organizzare una cena di Capodanno richiede una certa dose di negoziazione quando siamo in molti. Per semplificare  il tutto avevamo deciso “ognuno porta qualcosa”, chi non avesse avuto voglia di cucinare avrebbe potuto portare da bere, oppure un dolce. Ovviamente era inteso a coppie e con un minimo di coordinamento, altrimenti ci saremmo ritrovati 20 piatti diversi oppure un esercito di crostini.
Il mio compagno e io avevamo deciso di cucinare il riso basmati e curry thai di pollo. Altri avrebbero preparato dei crostini, qualcuno torte salate, altri avevano cucinato le classiche lenticchie. Il cibo non sarebbe mancato come succede spesso in queste occasioni. Il ritrovo era alle 6, così ci sarebbe stato il tempo di finire di sistemare la tavolata, apparecchiare, pulire e preparare i vassoi.

Alle 8 nella stanza c’era una bella atmosfera: camino acceso, musica, qualche bicchiere di aperitivo e tanti sorrisi. Era il mio primo capodanno dopo essere tornata dalla Germania, quindi avevo una gran voglia di rivedere tutti.
Dopo circa mezz’ora iniziano i primi brindisi e si comincia a mangiare qualcosa. Si parla della mia esperienza in Germania, dei buoni propositi per l’anno nuovo, di viaggi e di cose che faremo nei prossimi giorni di ferie. Si parla anche delle ricette preparate per la cena.

Allora questo lo puoi mangiare anche te. E’ uno stufato di manzo, la ricetta è irlandese. Assaggialo”
Mi servo una porzione nel piatto e assaggio.
“E’ buonissimo!” Esclamo. Tenero, aromatico e saporito.
“Non c’è niente guarda, abbiamo usato persino la farina di riso per la salsa della carne”. Mi dice fugando ogni mio dubbio sulla presenza di farina.
“Uuhh grazie, super gentile. E’ veramente buono France, poi mi darai la ricetta. Ma l’hai sfumato con del vino?” Chiedo dopo aver notato un certo sapore acido-alcolico perfettamente bilanciato con il resto dei sapori.
“No, abbiamo usato la Guinness”. Mi dice con orgoglio.
Poso la forchetta e mi blocco.
“Come la Guinness?” Chiedo un po’ preoccupata, ma con la faccia di chi si aspetta uno sto scherzando! e applauso del pubblico.
Ma la battuta non arriva, niente.
“Ma quindi c’è la birra?!” Chiedo a me stessa guardando lui.
Tutti lo guardano. Ci guardiamo e poi aggiungo, “perché nella birra c’è il glutine”.
Lui, l’amico, mi guarda colpevole e inizia a scusarsi, della birra se ne era proprio dimenticato!!
Dico di non preoccuparsi, la quantità di glutine sarà stata poca in quei due bocconi, probabilmente non mi darà nemmeno fastidio. “Comunque era veramente buono, ne è valsa la pena!!
Alla fine la prendo sul ridere. Che dovevo fare?

Da allora, quando mi invita a cena chiedo sempre se c’è un po’ di Guinness per me. 🙂

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